The Dolomites Terrace

JUST A FEW MINUTES FAR FROM THE TOGNOLA HUT

A few steps away from Alpe Tognola, the Terrace overlooking the Dolomiti Natural site of the UNESCO heritage is a must to visit: a panoramic spot with an incomparable view on the surrounding landscape, from the Pale di San Martino to the peaks of the wild and near Lagorai mountain range, scene of bloody battles during World War I.

Realized between summer 2015 and spring 2016 by the local institution of Parco di Paneveggio, the Terrace is part of a major project which aims to create several informational points within hot spot areas of the Dolomites, in order to increase the awareness and promote the safeguard of the UNESCO Heritage Sites, and has been completed right after the terrace realized on the top of Monte Specie, in the Fanes-Senes-Braies Park.

How to reach the panoramic terrace

The Dolomites Terrace is located at the start of the historic path called Sentiero del Panzer, about 10 minutes far from the Tognola Hut. An easy path which can be easily walked also by families. The natural site can be reached also from below, walking on the Panzer path recently renovated in about 1,5 hours from San Martino di Castrozza.

GEOLOGY & GEOMORPHOLOGY: CONTENTS OF THE INFORMATIVE PANELS

Pannello 1

Osservando il paesaggio si nota subito una varietà di forme e colori che trova netta cesura quasi al centro, là dove, all’orizzonte in secondo piano, sbuca la linea di creste della Marmolada. A sinistra di questa cesura le montagne sono scure, a destra chiare: proprio il colore ce ne rivela la diversa origine.

Partiamo, a sinistra, col cercare la Cima Tognola che, da questo punto di osservazione, è l’unica testimone delle rocce più antiche non solo del Parco ma anche delle Alpi centro-meridionali: quelle del Basamento Metamorfico Sudalpino. Esso deriva dalla trasformazione di materiale precedente; nel caso della Tognola si tratta di filladi quarzifere, rocce metamorfiche derivanti da sedimenti quali argille o arenarie depositatesi 520-480 milioni di anni fa (m.a.) e poi metamorfosate dalle alte temperature e pressioni dovute all’Orogenesi Ercinica di ca. 350 m.a.

Spostando lo sguardo in senso orario, verso la successione di cime scure della Catena del Lagorai fino alla Tognazza, vediamo invece le imponenti vestigia di una storia di eruzioni ed esplosioni vulcaniche, durata 8 m.a. che dalla zona di Trento e Bolzano invasero, in ondate successive, quest’area. È quel che resta della Piattaforma porfirica atesina che aveva un’ estensione di 2.000 kmq e uno spessore fino a 2 km.

Ancora verso destra i colori cambiano radicalmente con il grigio-chiaro; l’inconfondibile bastione del Cimon della Pala apre la serie delle cime del gruppo dolomitico delle Pale di San Martino costituite per la maggior parte dalla Dolomia dello Sciliar. Essa è il risultato dell’insediarsi di vere e proprie scogliere coralline che vissero tra 235 e 230 milioni di anni fa.

Più ad Est invece, su un secondo piano, le cime del Piz de Mez, del Piz de Sagron e del Sas de Mura sono la testimonianza di aree in cui la deposizione di fanghi calcarei e di organismi marini continuarono ancora a lungo nel mare della Tedide, andando a formare altri grandi e importanti complessi Dolomitici formati dalla Dolomia Pricipale.

Pannello 2

Alla base del Cimone della Pala si nota una formazione ben stratificata e con evidenti pieghe: è la Formazione a Bellerophon, costituita da gessi ripetutamente alternati a dolomie, calcari e marne risultato di un ambiente di bassa laguna, quasi una salina, in un clima caldo, che a volte evaporava lasciando depositare lamine di gessi (solfato di calcio) e Dolomia: fu un lungo periodo iniziato intorno ai 260 m.a., di ripetute trasgressioni della linea di costa in una serie ciclica di deposizioni ed evaporazioni.

Le forti compressioni causate dalla collisione tra la placca africana e quella europea piegarono i sottili e teneri strati.

Più in alto si osservano i fitti strati rossastri, grigio-violetti della potente e caratteristica Formazione diWerfen; anch’essa è il risultato di un continuo alternarsi di trasgressioni e regressioni della linea di costa in quel mare tropicale dove argille rossastre e sabbie calcaree, con lamine di gesso si depositarono per 10 m.a. in una piana in subsidenza.

Sopra di essa si nota la bianca Dolomia del Serla derivante da sedimentazione in zone più tranquille e con meno apporto terrigeno dove potevano insediarsi organismi viventi.

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